Barriere di protezione stradale e Parametri di Sicurezza

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Le barriere di protezione stradale vengono valutate attraverso specifici parametri che analizzano sia l’impatto sugli occupanti del veicolo, sia il comportamento del veicolo stesso in caso di urto. I parametri relativi agli occupanti misurano la severità dell’urto e il rischio di lesioni, tra cui l’ASI (Acceleration Severity Index) e il THIV (Theoretical Head Impact Velocity). I parametri che riguardano il veicolo, invece, valutano la reazione della barriera all’impatto, come la deflessione dinamica, la larghezza operativa e l’intrusione del veicolo. Questi valori sono fondamentali per progettare barriere efficaci, in grado di garantire la sicurezza sia degli automobilisti che dell’infrastruttura stradale.

A cosa servono questi parametri nelle barriere di protezione stradale?

Questi valori sono utilizzati per progettare barriere di protezione stradale più efficaci e valutare il loro comportamento in caso di urto. Ogni barriera deve assorbire l’energia dell’impatto riducendo il più possibile le conseguenze per gli occupanti del veicolo. Un indice ASI basso, ad esempio, significa che la barriera è in grado di assorbire meglio l’urto senza trasmettere accelerazioni pericolose ai passeggeri. Allo stesso modo, un THIV contenuto indica che, in caso di incidente, la testa del conducente o del passeggero non subirebbe un impatto violento contro le parti interne dell’auto.

ASI – Acceleration Severity Index

L’ASI rappresenta il livello di accelerazioni che un passeggero all’interno di un veicolo subisce in caso di urto. Questo indice tiene conto delle sollecitazioni lungo tre direzioni spaziali (orizzontale, verticale e trasversale) e consente di stimare il grado di stress meccanico sul corpo umano. Valori elevati di ASI indicano un impatto più violento e, di conseguenza, un rischio maggiore di lesioni per gli occupanti.

THIV – Theoretical Head Impact Velocity

Il THIV, invece, valuta la velocità teorica con cui la testa di un passeggero impatterebbe contro una superficie interna del veicolo dopo l’urto. Questo parametro si basa sull’ipotesi che la testa continui il proprio movimento iniziale senza interruzioni fino al momento del contatto con una parete del veicolo. Il valore massimo accettabile di THIV è generalmente fissato a 33 km/h per le barriere di sicurezza e 44 km/h per attenuatori d’urto e terminali.

Livelli di Severità

in base ai valori di ASI e THIV, l’urto viene classificato secondo diversi livelli di severità:

  • Livello A: ASI inferiore o uguale a 1,0
  • Livello B: ASI compreso tra 1,0 e 1,4 con THIV inferiore a 33 km/h
  • Livello C: ASI compreso tra 1,4 e 1,9

Un altro parametro fondamentale per la sicurezza degli occupanti è il Vehicle Cockpit Deformation Index (VCDI), che descrive la posizione e l’estensione della deformazione dell’abitacolo del veicolo dopo l’impatto.

Barriere di protezione stradale: Deflessione Dinamica, Larghezza Operativa e Intrusione del Veicolo

Oltre alla severità dell’urto, è essenziale valutare il comportamento delle barriere di protezione stradale durante un impatto. In questo contesto, si analizzano tre parametri:

Deflessione Dinamica (Dm): indica il massimo spostamento della parte frontale del sistema di ritenuta in seguito all’urto. Questo parametro è importante perché aiuta a capire quanto spazio serve affinché la barriera assorba l’urto senza superare i limiti di sicurezza. Se la deflessione è troppo elevata, la barriera potrebbe spostarsi troppo, compromettendo la protezione.

Larghezza Operativa (Wm): rappresenta la distanza tra la posizione iniziale della barriera e il punto massimo raggiunto da uno dei suoi componenti dopo l’urto. Questo parametro è cruciale nella progettazione delle strade, poiché determina lo spazio che deve essere lasciato libero dietro la barriera per garantire il suo corretto funzionamento.

Intrusione del Veicolo (VIm): misura la distanza tra la posizione iniziale della barriera e la massima posizione raggiunta dal veicolo in seguito all’urto. Questo parametro è particolarmente importante nel caso di veicoli pesanti, come autocarri, perché aiuta a valutare il rischio che il veicolo possa sfondare la barriera o invadere l’area protetta.

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Come interpretare questi parametri?

Per chi non è esperto del settore, questi valori possono sembrare complessi, ma in realtà servono a rispondere a domande molto pratiche:

  • La barriera trattiene il veicolo? Se i valori di Dm e Wm sono eccessivi, potrebbe esserci il rischio che il veicolo superi la barriera.
  • L’impatto è pericoloso per gli occupanti? Se ASI e THIV sono troppo elevati, i passeggeri potrebbero subire traumi gravi.
  • Lo spazio dietro la barriera è sufficiente? Un valore elevato di Wm indica che serve più spazio dietro la barriera per evitare che colpisca ostacoli o infrastrutture.

I valori di questi parametri vengono rilevati attraverso crash test e devono essere riportati nei rapporti di prova sia come dati grezzi che come valori normalizzati. Questa classificazione è essenziale per garantire che le barriere rispettino gli standard di sicurezza previsti dalle normative vigenti, come la UNI EN 1317.

Grazie a queste valutazioni, gli ingegneri possono progettare barriere di sicurezza sempre più efficaci, in grado di ridurre il rischio di lesioni e salvare vite umane in caso di incidente.